L’occhiale non è solo uno strumento per correggere un difetto visivo.
Nel momento stesso in cui lo poniamo sul viso, tende a modificare il nostro aspetto.
Le persone che ci guardano, vedono un volto differente e, a secondo delle caratteristiche della montatura, si possono esaltare alcuni tratti del viso o mascherare alcune imperfezioni.

Ma queste modificazioni vengono percepite anche dagli stessi utilizzatori dell’occhiale.

Occhiali e percezione di sé

Facciamo un esempio pratico.
Il bambino che indossa per la prima volta un occhiale può avere tre possibili reazioni:

  • Disagio nel dover mostrare in modo evidente una sua debolezza o incapacità visiva.
  • Serenità se nel suo gruppo di amici ci sono altri che utilizzano gli occhali e possono così integrarsi
    ulteriormente
  • Neutralità quando l’occhiale è considerato alla stregua di un indumento indossato. E questo accade soprattutto nei bambini più piccoli.

Ovviamente molto della risposta del bambino è funzione della preparazione all’uso dell’occhiale da parte dei genitori in previsione dell’esame visivo.

Nell’età adolescenziale queste risposte emotive si polarizzano; gran parte dei ragazzi e delle ragazze rifiutano completamente l’occhiale, mentre altri non manifestano disagio ad utilizzare i propri occhiali.

Ma cosa pensiamo realmente quando guardiamo una persona con gli occhiali?

Occhiali e percezione dell’altro

Gli esseri umani sono molto abili nell’inferire e generalizzare dati basandosi su poche informazioni.
Alcuni studi hanno analizzato se siamo in grado di intuire quanto una persona sia intelligente semplicemente guardando la sua foto. I risultati mostrano che, nella maggior parte dei casi, il giudizio che diamo non è affidabile.
Si avvicina molto ad una risposta casuale, senza una vera corrispondenza con l’intelligenza reale.

Tuttavia, anche se non corrisponde alla realtà, le persone che usano gli occhiali sono percepite come più intelligenti e affidabili. Questo si ritiene associato al fatto che, in genere, un maggiore impegno nello studio porta a sviluppare una miopia più elevata.

Altri aspetti percepiti

Oltre all’intelligenza altri aspetti della personalità possono essere percepiti osservando il volto delle
persone.
L’ estroversione è associata al sorriso e a occhi luminosi mentre la coscenziosità sembra
maggiore in chi ha un aspetto curato e un abbigliamento formale.

La persona che vuole trasmettere una particolare immagine di sé può amplificare questi segnali
scegliendo, spesso in maniera totalmente inconsia, occhiali che esaltano specifici particolari del viso e
degli occhi. Anche la colorazione delle lenti, che tende a mascherare gli occhi, è una modalità che a volte le persone utilizzano per nascondere le proprie emozioni.[1]


In questi ultimi anni si stanno sviluppando analisi dei volti mendiante IA finalizzate al riconoscimento
delle caratteristiche emotive e cognitive delle persone. Ad oggi il livello di accuratezza di queste tecniche non risulta superiore a quello raggiunto in media dall’osservatore umano (ossia poco più che casuale.) [2]

Articolo in collaborazione con Ottica Orlandi

(Zebrowitz & Rhodes, 2004; Kleisner et al., 2014)

[1]Barrett LF, Adolphs R, Marsella S, Martinez AM, Pollak SD. Emotional Expressions Reconsidered:
Challenges to Inferring Emotion From Human Facial Movements. Psychol Sci Public Interest. 2019
Jul;20(1):1-68. doi: 10.1177/1529100619832930. Erratum in: Psychol Sci Public Interest. 2019
Dec;20(3):165-166. doi: 10.1177/1529100619889954. PMID: 31313636; PMCID: PMC6640856.
[2]Madan S, Park G. Predicting personality or prejudice? Facial inference in the age of artificial
intelligence. Curr Opin Psychol. 2024 Aug;58:101815. doi: 10.1016/j.copsyc.2024.101815. Epub 2024
Jun 21. PMID: 38908348.

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