Se oggi provate a chiedere ad un bambino in età scolare quale gioco preferisca, nella maggior parte dei casi vi risponderà con titoli di videogiochi.
I genitori, davanti all’avanzare continuo di consolle, giochi su smartphone e PC, hanno spesso un naturale atteggiamento di diffidenza.
I timori dei genitori: vista e videogiochi
Una delle preoccupazioni maggiori è quella relativa ai problemi visivi che possono essere indotti da tempi prolungati davanti a monitor e schermi televisivi.
Guardare a distanza ridotta, su aree limitate come quelle dei device digitali con emissioni luminose intense nella frequenza della luce blu, può effettivamente indurre alterazioni a livello oculare, favorendo anche lo sviluppo di miopia.
Fin dalla loro comparsa, i videogiochi hanno dimostrato una grandissima capacità di attrarre l’attenzione dei giocatori, sia bambini che adulti. La combinazione di suoni, immagini dinamiche e strutture delle ricompense fanno sì che le persone tendano a rimanere per molto tempo davanti agli schermi.
Questo può avvenire anche con i giochi tradizionali ma con la grande differenza che l’interazione avviene nel mondo fisico con il coinvolgimento naturale del movimento e della percezione.
Giochi tradizionali vs videogiochi: esperienze a confronto
Se lanciamo i dadi in un gioco di società, il movimento che effettuiamo, la sensazione tattile quando li afferriamo, il suono quando rotolano sul tavolo, la posizione nello spazio che osserviamo quando i dadi si fermano, corrispondono alla realtà del mondo fisico.
Lo stesso gioco fatto al computer richiederà un tap sullo schermo, percepiremo suoni artificiali e immagini bidimensionali che simulano la tridimensionalità.
Tutto questo, soprattutto nei bambini in cui alcune abilità visive, motorie, cognitive non sono ancora mature, porta allo sviluppo di connessioni neuronali specifiche, adatte per interagire con il mondo digitale ma non con quello reale.
Bisognerebbe quindi evitare i videogiochi?
No, ma bisognerebbe imparare ad utilizzarli consapevolmente, in relazione all’età e alle caratteristiche dei propri figli.
Oltre alle normali norme d’igiene visiva bisogna fare attenzione ai tempi di utilizzo e soprattutto ai tipi di giochi.
Nei bambini più piccoli sono preferibili i giochi in cui è maggiore l’interazione motoria e tattile, piuttosto che l’uso di joypad o tastiere.
Devo ricordare che alcuni giochi, adeguatamente impostati, sono anche utilizzati con
finalità terapeutiche e riabilitative nei DSA e nei disturbi dell’attenzione.
Riscoprire il gioco tradizionale
È compito dei genitori, degli educatori e degli insegnanti proporre ai bambini anche quei giochi tradizionali con i quali molti di noi sono cresciuti.
Vediamo continuamente bambini che si divertono con una semplice pallina attaccata al soffitto o con pupazzi a cui fanno interpretare delle storie.
Spesso il problema nasce dal fatto che i bambini neppure conoscono molti di questi giochi classici e se non hai alternative non c’è neppure scelta.
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