Dal punto di vista strutturale la miopia è la situazione in cui la lunghezza dell’occhio è superiore alla distanza focale delle lenti dell’occhio, la cornea e il cristallino. Per questo motivo l’immagine che si forma sulla retina risulta sfocata e la percezione a distanza confusa.

Il miope però ha un’immagine nitida quando guarda oggetti vicini, senza dover utilizzare l’accomodazione. La distanza alla quale il miope vede nitido può essere calcolata con la semplice formula

distanza in metri = 1 / diottrie

Ad esempio un miope di -0.50 vede nitido a 2m mentre un miope di -5.00 vede nitido a 0.20m.

Per effetto di questa capacità di focalizzare da vicino senza o con ridotto sforzo accomodativo alcuni autori identificano la miopia come un adattamento funzionale al’eccessivo stress visivo indotto da tutti gli stimoli a distanza ravvicinata: computer, libri, videogiochi, tablet, ecc.

Il miope sarebbe quindi una persona con una specializzazione della funzione visiva a distanza ravvicinata, pagata con la perdita della visione nitida da lontano.

La miopia diventa una patologia quando risulta di elevata entità, oltre le 6D in quanto si producono spesso delle aree di sofferenza della retina.


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