L’uomo ha una struttura apparentemete simmetrica tra il lato destro e quello sinistro.
In realtà il nostro corpo presenta una netta lateralizzazione, riconoscibile anche dal modo con cui il cervello lo controlla.
Sappiamo che l’emisfero cerebrale destro è connesso con la parte sinistra del corpo e viceversa.
Questa non è solo una caratteristica anatomica ma comporta anche delle differenti abilità tra i due lati.
I due lati del cervello
In genere si usa dire che presentiamo una dominanza destra o sinistra osservando come utilizziamo la mano o il piede in compiti specifici.
Anche per l’occhio possiamo individuare una lateralizzazione ma in questo caso la situazione è più complessa.
Infatti gli occhi svolgono sia un compito di esplorazione visiva sia movimenti specifici per eseguire questa analisi del mondo che ci circonda.
Si individuano quindi due principali dominanze oculari, quella motoria e quella sensoriale che generalmente coincidono.
Semplificando molto, possiamo dire che l’occhio dominante motorio è quello che usiamo per prendere la mira; quello sensoriale è quello maggiormente analizzato nell’analisi dell’informazione visiva.
L’occhio dominante e la mano dominante
Fin quando queste due dominanze coincidono sullo stesso lato, non ci sono problemi se siamo destri o sinistri. Ma a volte non coincidono e ciò può portare problemi a vari livelli, come minore accuratezza nei movimenti oculari o tempi di reazione aumentati.
Anche la non coincidenza tra la dominanza manuale e la dominanza oculare non rappresenta un indicatore di un problema importante.
Tuttavia numerosi studi hanno evidenziato come le persone che utilizzano prevelentemente l’occhio destro tendono a “vedere” in un modo differente da chi è dominante sinistro.
Ciò è dovuto ovviamente alle caratteristiche specifiche degli emisferi cerebrali.
Quando si guarda una scena possiamo sia coglierne i particolari più minuti sia percepirla nella sua globalità. Ognuno di noi effettua questa analisi preferendo maggiormente un’aspetto o l’altro.
Dominanza destra e sinistra
In maniera molto sommaria si può dire che colui che ha una dominanza sinistra è maggiormente in grado di cogliere gli aspetti generali e individua il quadro d’insieme mentre i dominanti destri sono più analitici, con una specifica sensibilità ai particolari.
L’equilibrio tra queste due modalità visive ci consente quella flessibilità necessaria per adattarci ad un
mondo in continua variazione.
Quando l’analisi visiva è molto focalizzata solo su uno dei due aspetti acquisiamo competenze specifiche a scapito dell’elasticità percettiva.
Esasperando il discorso possiamo pensare al pittore che vedrà la sua opera come una struttura unica mentre il restauratore si focalizzerà sui minimi dettagli.
Anche nello sport possiamo immaginare quanto siano importanti le differenti abilità a seconda delle discipline che presentano a volte richieste opposte come nel calcio o nel tiro a segno.
Un aspetto che è invece assolutamente critico è il rispetto della dominanza oculare quando si prescrive una correzione oftalmica.
Capita a volte di non riuscire a tollerare un nuovo occhiale anche se ci fornisce una visione più nititda. Uno dei possibili problemi nasce dal non aver considerato la dominanza oculare e nell’aver provocato una inversione percettiva, rendendo migliore la visione dell’occhio non dominante.
Questo si verifica spesso anche nel passaggio dall’occhiale alle lenti a contatto.
Questo errore è ben presente agli specialisti della visione quando effettuano la misurazione della vista ed esistono numerose tecniche per evitare di commetterlo. Ecco perché sarebbe sempre meglio affidarsi a professionisti che siano in grado di affrontare i problemi visivi sotto tutti gli aspetti, anche quelliapparentemente poco rilevanti.
Articolo in collaborazione con Ottica Orlandi
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